Conn serie Precision e serie Improved Precision

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Marco Muttinelli
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Re: Conn serie Precision e serie Improved Precision

Messaggio da Marco Muttinelli »

Dunque premesso che i tastatori, a meno di macchine non da diverse migliai di euro ma da cifre ben più alte hanno una precisione lungo i tre assi di circa 5 micron, quindi se andassimo a verificare con macchine più "sensibili" e sofisticate ritroveremo risultati ancora diversi da quello qui descritto, vale la pena fare due ragionamenti distinti.

Il primo riguarda un elemento che non è contenuto in quanto descritto e che invece è un elemento fondamentale quando si produce una qualunque cosa. Più che un elemento è, prima di tutto, un concetto basico ed essenziale di qualunque manufatto esso sia, quand'anche venga costruito o realizzato mediante macchine.

TOLLERANZA: https://it.wikipedia.org/wiki/Tolleranza_(ingegneria)

Ma prima di parlare di tolleranza, partiamo da un assunto che potremmo definire una verità di fede per chi si occupa a qualunque titolo di trasformare un progetto in un opera fisica:
le dimensioni progettuali sono pure idee, quando da idea divengono elementi fisici finiti esse si scontrano con la natura discontinua dei materiali con cui il tale determinato bene è costruito che fa si che la misura reale si discosti dalla "dimensione ideale" progettata e pensata.
Ad esempio io progetto un muro di 1 metro di lunghezza, 2 metri di altezza e 30 cm di profondità esso nella realtà non sarà mai esattamente con queste misure, perché è fisicamente impossibile che lo sia, ma sarà in alcuni punti 1,001 metri in altri 0,997 metri etc. etc. etc. in nessun caso ci sarà un punto esattamente di 1,0000000000000000000 metri.
Questo aspetto poi va tenuto presente nella seconda parte ovvero quando si effettuano le rilevazioni, dal momento che l'attività di "rilievo" di un qualunque manufatto segue delle logiche che non prescindono da questo aspetto e dalla tolleranza considerata.

Ergo torniamo alla tolleranza che è l'elemento che ci da la vera corrispondenza tra quanto prodotto o quanto rilevato e la misura ideale che tale elemento ha o dovrebbe avere. In altre parole la Tolleranza è il margine di scostamento della misura fisica dalla misura ideale.

Secondo aspetto, per quanto detto sopra chiunque si occupi seriamente di rilevazione di misure in primo luogo definisce la tolleranza in secondo luogo procede ad una serie ripetuta di misurazioni (minimo tre ma possono anche essere centinaia dipende da cosa si vuole rilevare e quale precisione si voglia avere) dell'oggetto. Una volta effettuate le n misurazioni provvederà a "pesarle" ovvero a farne la media punto per punto di tutte le enne misurazioni effetuate. A quel punto avra un certo valore che, sommato ad un idoneo dei possibili valori compresi nel range di tolleranza, se coincide con la misura ideale si ritiene valido. In altri termini se il valore della misura pesata rilevata si discosta dalla misura ideale per una quantità inferiore al valore della tolleranza si ritiene tale misura oideale come valida.

In queste condizioni si può cominciare a ragionare seriamente di come possiamo definire due bocchini uguali.

Quindi primo passo stabilire la tolleranza accettabile, secondo passo condurre una campagna di rilevamento fatta in modo appropriato e per finire verificare i dati ottenuti confrontandoli con il modello ideale.

Vi è poi una questione non di poco conto. Ovvero abbiamo a che fare con imboccature usate di cui non conosciamo la vita, gli eventi, i traumi subiti e gli stress intercorsi da quando è stato fabbricato a quando ne effettuiamo il rilievo.
Per esempio se uno per pulirlo nel corso degli anni ha usato abrasivi o altri sistemi meccanici può avere creato delle deformazioni anche superiori alla tolleranza che abbiamo deciso.

Ricordiamoci che l'acqua scava la pietra...

C'è poi una ulteriore questione piccolissime variazioni di forma (scostamenti) dal modello ideale quand'anche superiori alla tolleranza decisa sono sufficienti a far si che il tale bocchino suoni diverso da quello più aderente al modello ideale? Non penso proprio a meno che tali variazioni non siano effettivamente molto consistenti e i discostamenti cambino radicalmente la forma e/o il volume della tazza.

Tutto questo pippone per dirci di non farci troppe pippe : Lol : : Lol : : Lol :


Taci, maladetto lupo;
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vuolsi ne l'alto, là dove Michele
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Cornette e Trombe C.G. Conn, sparate un numero probabilmente ci indovinate : Chessygrin :

Scappatelle:
Buescher The 400 T225 1937 e Super 400 C260 1957; F.E. Olds Super 1951


Imboccature: Conn e Denis Wick
strumenti e bocchini vintage disponibili per informazioni scrivere a: c.g.conn.expert@gmail.com
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Marco Muttinelli
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Re: Conn serie Precision e serie Improved Precision

Messaggio da Marco Muttinelli »

Parlando dei Precision/Improved Precision mancano alcuni dettagli ed anche un po' di informazioni succulente...
Innanzitutto si tratta di due serie di bocchini che venivano prodotti per i seguenti strumenti:

- Cornette
- Trombe
- Flicorni (con shank da cornetta)
- Tromboni
- Baritoni
- Eufoni
- Mellofoni
- Corni francesi
- Susafoni
- altri ottoni

La serie Precision è stata prodotta indicativamente dal 1936 al 1957 e la successiva Improved dal 1958 al 1969 (e probabilmente anche dopo).

Come detto altrove la principale differenza tra le due serie è nella massa dell'imboccatura, maggiore per la serie più vecchia, più leggera per quella più nuova.

I bocchini da cornetta della serie più vecchia sono "Short Shank" mentre quelli della serie più nuova sono "Long Shank".

Le scritte sulla serie più vecchia sono verticali lungo il gambo, orizzontali appena sopra al colletto del gambo su quella più recente.

Per entrambe le serie, sia da cornetta che da tromba vi sono 6 modelli tenendo a mente che necessariamente la forma dei bocchini da cornetta è leggermente diversa rispetto a quelli da tromba (sarebbe meglio dire il contrario giacché in Conn si partiva sempre dalle cornette ed a cascata si andava sugli altri strumenti):

Modello 1 - Coppa alquanto profonda e voluminosa con bordo largo. Fornisce un timbro pieno e rotondo soprattutto sulle note basse. Modello comodo e popolare.

Modello 2 - Stesso stile della coppa n. 1, ma con bordo medio. Un ottimo modello per gli strumentisti che desiderano molto volume.

Modello 3 - Coppa mediamente profonda con bordo medio. Fornisce un timbro brillante in tutti i registri. Ottimo bocchino all-around.

Modello 4 - Stessa coppa della n. 3, ma con bordo largo. Particolarmente consigliato per i musicisti con le labbra grandi.

Modello 5 - Tazza piccola, poco profonda, con bordo medio. Fornisce un timbro brillante, particolarmente efficace nel registro acuto. Un ottimo modello per chi vuole suonare facilmente le note alte.

Modello 6 - Tazza extra larga e poco profonda. Il bordo è stretto e ha un diametro della gola piccolo. Consigliato ai professionisti.
Precision size.jpg
Nei prossimi interventi parlerò di alcune questioni in cui mi sono imbattuto a riguardo di queste due serie di imboccature che ritengo particolarmente interessanti ed importanti da riportare.
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